Qualche giorno fa, andando a caccia di emozioni forti, ho deciso di riaprire gli X-files, ovvero quel poco che è rimasto (dopo la mia
drammatica epurazione) del Fattore D e della Roscia.
Mi sono seduta sul divano ed ho afferrato una manciatona di raccoglitori per foto. Quelli piccolini, di plastica, dove ci staranno una ventina di foto e che di solito venivano dati in omaggio collo sviluppo del rullino. Una soddisfazione non da poco, associare la decisione di immortalare il momento al giallo/variegato blu/variegato marrone dello
Studio fotografico Caciottini & figli, ma alla fine l'archiviazione di pezzi di vita non può portare via più dei cinque minuti necessari a infilare le foto nel cellophane.
Mazzone di foto scelte a caso, dicevo. Tra di esse la vacanza in terre lontane colla Roscia e la giornata a Firenze con Fattore D.
ImA, ha sempre deprecato la povera Roscia, e solo per questo io l'ho spesso difesa. Partiva da una situazione di instabilità mentale sua, ma era una che si faceva il mazzo (passatemi il francesismo) pur di evolvere un minimo nella vita, crearsi amicizie e farsi un po' di cultura. Peccato stesse sulle balle a tutti gli amici di lui.
La guardo bene, fisicamente intendo, e davanti agli occhi ho il clone della mia nonsuocera (alla faccia del complesso materno). Due gambe, con sopra un reattangolo. Sopra il rettangolo una testa da vichinga, con un nuvolone di capelli tinti di rosso. Labbra sottilissime, ma sorrideva spesso (tranne alle feste degli amici di lui, dove si vedeva che le andava di traverso anche l'ossigeno che inalava).
Proseguo quindi su quello che una volta era il terreno minato delle emozioni: il fattore D, che ha da poco dato alla luce la sua secondogenita (spero che vi faccia piacere saperlo). L'sms che per una questione di scambi di schede è arrivato per caso a me (non ricordo se ero in aereo, in treno e in che parte del mondo) diceva "
è nata A. amore di mamma e papà, pesa nonmiricordoquanto e le piace la sisa". Una cosa del genere; se fosse successo tre anni fa avrei ululato alla luna, colando fiotti di bava. Invece sono in uno stato comatoso a causa di situazioni in corso e mi sono limitata a riferire la gradita nuova (sebbene con qualche giorno di ritardo).
Prendo insomma le foto del Fattore D a Firenze con lui, nel tempo in cui non si stava insieme.
La guardo.
I suoi capelli, i suoi vestiti, il suo corpo.
La cosa mi coglie alla sprovvista.
E' brutta.
Non mostruosa, certo, ma neanche tutta 'sta bellezza. Anzi, diciamocelo: lui che l'ha sempre additata come colei che tutti avrebbero voluto, che tutti hanno sempre amato, la donna più desiderata dal cuore della penisola, è decisamente un coglione. Se ci si pensa bene io che l'ascoltavo ero decisamente peggio, anche se mi piacerebbe moltissimo sbirciare nella sua privatissima posta elettronica e sentire quali novelle cazzate si scambiano, dopo tanto tempo, lui e quel modello di donna.
Un giuramento fatto per disperazione è da considerarsi estorto e come tale invalidabile?
Suvvia, almeno per salvaguardare il po' di dignità che mi resta, si badi alle forme.
Lo giurai, non sbircerò.